La mente che agisce è la mente che comprende.

Movimento, tatto, udito, propriocezione, consapevolezza motoria e tanto altro per un percorso volto alla promozione del concetto di integrazione da tutti i punti di vista.

2,3,4 gennaio 2019- Via Brunner 7,  Trieste 

 

Integrazione, vocabolo importante che ha molti significati, non identici ma, a parer mio, complementari.  Vediamone qualcuno:

Integrazione: unione, fusione, collaborazione, inserimento, aggiunta, completamento, perfezionamento, rinforzo.

Sono tutti termini che fanno pensare ad un arricchimento, all’esistenza di una qualche entità che, nel collegarsi, nell’accogliere, nell’inserire, una o più altre entità, ne esce più vitale di quanto non fosse prima dell’integrazione.

In che senso utilizziamo il concetto di integrazione?

Il primo, forse il più evidente ed esplicito, riguarda l’integrazione tra le inscindibili componenti del nostro essere: l’integrazione sensoriale, l’integrazione tra percezione e movimento, l’integrazione tra cognizione ed affettività, l’integrazione tra pensiero ed azione …

L’altro aspetto di fondamentale importanza riguarda l’integrazione sociale. La società è come l’arcobaleno, bella e significativa proprio per la presenza di tanti colori.

Parlando di disabilità, di difficoltà d’apprendimento, di disagio, si ha spesso la sensazione di parlare di qualche cosa che “pesa” alla società, di un aspetto che, nella migliore delle ipotesi, crea un problema di cui la società si fa carico, ma in molti casi, è vissuto come un problema da cui si cerca il modo di liberarsi, magari attraverso deleghe o parole vuote e poca sostanza operativa.

Nella filosofia con cui il laboratorio appena concluso è stato predisposto, si è toccato con mano quanto la vera integrazione porta a valorizzare le qualità di tutti.

Un insegnante che si prepara ad accogliere alunni con esigenze educative diverse (e tutti siamo persone con esigenze particolari) amplia le proprie risorse e ne ha un arricchimento non solo professionale ma anche personale. Un intervento clinico volto a trovare soluzioni in situazioni problematiche, potenzia ad ampio respiro le competenze generali e la conoscenza dei meccanismi di funzionamento.

Einstein diceva: “Tutti sono intelligenti. Ma se misuriamo l’intelligenza di un pesce sulla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi …..”

Non esiste una netta separazione tra difficoltà e facilità d’apprendimento, non esiste una netta separazione tra patologia e benessere.

Esiste invece la possibilità di apprendere a guardare il mondo attraverso altri occhi, a toccare la realtà attraverso altre mani, ad ascoltare gli eventi con altre orecchie, a percepire sé stessi e quanto ci circonda attraverso una sensibilità diversa.

E questo lo apprendiamo dalla vita quotidiana così come dall’attività professionale.

 

Costi:

 

 

 

Iscrizione e pagamento entro il 1 dicembre

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